Il culto religioso di Lesina

Il culto sacrale, venerativo e religioso affonda le sue radici in momenti storici, caratterizzati dalla concomitanza di diverse culture. Basti considerare l'arrivo a Lesina delle esperienze e delle tradizioni religiose del popolo dalmata proveniente dall’isola di Lesina.

E’ altresì rilevante l’episodio storico del Vescovo di Lucera che, nel secolo VII, si rifugiava a Lesina con tutto il seguito sotto la sferza dell’occupazione dell’Imperatore bizantino Costante II.

Lesina era vista come un’oasi in cui poter proseguire degnamente il mandato pastorale che Santa Romana Chiesa affidava all’apostolato ed alla sua gerarchia.

Volendo però approfondire le radici ed il culto romano-latino, bisogna dire che gran parte di esso è stato supportato dalle culture monarchiche (sec. VIII – XIII), benedettina prima e soprattutto cistercense dopo, diffuso nel comprensorio dal sito storico di Ripalta (vedi Vol. III - Nicola Lidio Savino - Lesina).

Molto ci sarebbe da dire circa la floridezza storica in relazione al mandato pastorale dei Vescovi di Lesina, da Calumniosus (648) a Nicolaus, Canonicus Beneventanus (1254) ed infine al suo ultimo Vescovo Orazio Greco, Clericus Troiae (1563).

Anche la famosa donazione di tutto il Feudo di Lesina attuata da Margherita, vedova di Carlo III di Durazzo al Banco A.G.P. di Napoli è dovuta senza dubbio alla religiosità insita nel reame, anche se tutto poteva assumere i contorni di una offerta votiva.

La vita sociale e religiosa proiettata nella osservanza della morale cattolica, ed in minor parte protestante, a Lesina viene articolata nella comune assiduità alla frequenza liturgico-dottrinale. Lesina vi si identifica con le ricorrenze che si riflettono nella partecipazione alle funzioni religiose.

 

A cura di Francesco Giornetta - Anno 2000