Stato Civile

RICHIESTA DI PUBBLICAZIONE DI MATRIMONIO

La pubblicazione di matrimonio deve essere richiesta all'Ufficiale di Stato Civile del Comune dove ha la residenza uno dei due nubendi(futuri sposi).

I nubendi dovranno, in precedenza, prendere appuntamento con l'Ufficiale dello Stato Civile in merito alla data in cui verranno richieste le pubblicazioni e portare con se' la fotocopia della carta d'identità al fine di rendere, su apposito modello disponibile presso l'Ufficio,  l'autocertificazione riguardante l'estratto per riassunto dell'atto di nascita e del certificato cumulativo di residenza, cittadinanza e stato libero. Inoltre, devono portare una marca da bollo da euro 14,32, se sono entrambi residenti a Lesina, oppure, se uno dei nubendi e' residente in altro Comune, due marche da bollo da euro 14,32.

I tempi di attesa sono relativi ai tempi che servono per preparare i documenti. Inoltre, si devono considerare gli otto giorni di affissione all'Albo con  decorrenza dal giorno successivo a quello della pubblicazione per eventuali opposizioni. Il matrimonio può essere celebrato tre giorni  dopo il rilascio, da parte dell'Ufficiale dello Stato Civile, del certificato di eseguita pubblicazione.

E' consigliabile, quindi, iniziare la pratica con almeno tre o quattro mesi di anticipo rispetto alla data prescelta per il matrimonio.

CASI PARTICOLARI

NUBENDO MINORENNE. E' indispensabile l'autorizzazione a contrarre matrimonio rilasciata dal Tribunale per i minorenni competente per territorio.

NUBENDO STRANIERO. Necessita unicamente una dichiarazione dell'autorità competente del proprio Paese (Consolato o ambasciata presenti in Italia) dalla quale risulti, giusta le leggi a cui e' sottoposto, nulla osta al matrimonio (art. 116 del Codice Civile) e, se possibile, estratto o copia dell'atto di nascita.

 

LIMITI ALL'ATTRIBUZIONE DEL NOME

Lart. 34  del D.P.R. 3 novembre 2000, nr. 396 "Nuovo ordinamento dello Stato Civile" vieta di imporre al bambino, alla nascita, lo stesso nome del padre vivente, di un fratello o di una sorella viventi, un cognome come nome, nomi ridicoli o vergognosi.

I nomi stranieri che sono imposti ai bambini aventi la cittadinanza italiana devono essere espressi in lettere dell'alfabeto italiano, con la estensione alle lettere: J, K, X, Y, W e, dove possibile, anche con i segni diacritici propri dell'alfabeto della lingua di origine del nome.

L'art. 35 del suddetto D.P.R. recita che il nome imposto al bambino deve corrispondere al sesso e può essere composto da uno o da più elementi omonastici, anche separati, non superiori a tre. In quest'ultimo caso, tutti gli elementi del prenome dovranno essere riportati negli estratti e nei certificati rilasciati dall'Ufficiale dello Stato Civile e dall'Ufficiale di Anagrafe.

 

DICHIARAZIONE DI NASCITA

La dichiarazione di nascita può essere resa, entro dieci giorni dalla nascita presso:

a) il Comune nel cui territorio e' avvenuto il parto;

b) il Comune di residenza dei genitori. Nel caso in cui i genitori non risiedano nello stesso Comune, salvo diverso accordo tra di loro, la dichiarazione di nascita e' resa nel Comune di residenza della madre.

In alternativa, può essere resa, entro tre giorni, presso la direzione sanitaria dell'ospedale o della casa di cura in cui e' avvenuta la nascita. In tale ultimo caso la dichiarazione può contenere anche il riconoscimento contestuale di figlio naturale. La dichiarazione non può essere ricevuta dal direttore sanitario se il bambino e' nato morto ovvero se e' morto prima che e' stata resa la dichiarazione stessa. In tal caso la dichiarazione deve essere resa esclusivamente all'Ufficiale dello Stato Civile del Comune dove e' avvenuta la nascita.

 

DICHIARAZIONE DI MORTE

La dichiarazione di morte e' fatta non oltre le ventiquattro ore dal decesso all'Ufficiale dello Stato Civile del luogo dove questa e' avvenuta o, nel caso in cui tale luogo si ignori, del luogo dove il cadavere e' stato deposto.

La dichiarazione e' fatta da uno dei congiunti o da una persona convivente con il defunto o da un loro delegato o, in mancanza, da persona informata del decesso.