Il ruolo di Lesina durante le guerre che hanno sconvolto il mondo intero non è stato determinante per la vittoria delluno o dellaltro schieramento.
Possiamo dire, invece, che proprio i cambiamenti politici successivi a tali avvenimenti hanno influenzato in maniera determinante la vita dei lesinesi e la fisionomia dellambiente.
Lesina si avvicinava alla Prima Guerra Mondiale con ancora nitido il ricordo di quello che accadde nel maggio del 1911.
In quel periodo molti lesinesi erano impiegati in un cantiere di lavori pubblici, quando a causa di dissapori tra un capo cantiere ed un operaio, i lavori furono sospesi.
Allimprovviso lo spettro della fame si materializzò dinanzi ad intere famiglie, spettro che assumeva ancora più le sembianze di un sopruso se si pensa all'esistenza di un lago in grado di sfamare tutta la popolazione a pochi passi.
Gli animi, esacerbati da continue prepotenze da parte dei padroni, incominciarono ad agitarsi. Il sindaco, temendo il peggio, chiese rinforzi alla forza pubblica, ed una squadra di carabinieri giunse in difesa del Comune.
La mattina del 30 maggio 1911, sulle
sponde del lago una folla di donne e bambini attendeva larrivo dei pescatori che,
nonostante il divieto, si erano recati a pescare.
Immancabilmente quella folla si tramutò in un corteo che con in testa la Bandiera Italiana, si avviò verso il Comune con lintenzione di rivendicare luso, se non la proprietà, del lago da parte dei lesinesi tutti.
Davanti al Comune incominciò un lancio di pietrisco al quale, purtroppo, i militari risposero con il fuoco.
Fu così che i nomi di Giuseppe Calà e Domenico Nista si aggiunsero alla lista dei lesinesi morti per rivendicare e salvare, con morale ed esemplare dignità, un patrimonio che oggi, a pieno titolo, è di tutti.
Come tutti i Comuni dItalia, anche Lesina ha immolato suoi figli per la difesa della Patria durante le guerre mondiali. È doveroso ricordare questi uomini, affinché le generazioni future non abbiano a dimenticare coloro che si sono spinti fino allestremo sacrificio per ottenere e garantire le libertà di cui oggi godiamo.
PRIMA GUERRA MONDIALE |
SECONDA GUERRA MONDIALE |
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| Augelli Primiano | Biscotti Primiano |
| Biscotti Michele | Calà Giuseppe |
| Calvitto Michele | Calvo Mario A. |
| Calvo Michele | Carpinone Primiano |
| Calvo Pietro | Cassone Primiano |
| Camerino Michele | Centonza Antonio |
| Cavallo Antonio | Colella Luigi |
| Carusi Michele | Colella Salvatore |
| D'apote S. Antonio | D'amato Giuseppe |
| D'apote Tommaso | D'apote Giovanni A. |
| De Mite Nicola | D'apote Giuseppe |
| De santis Ciro | D'apote Giuseppe |
| Di Mauro Donato | D'apote Leonardo |
| Ferrucci V. Saverio | D'apote Nazario P. |
| Ippolito Domenico | De Ritis Giuseppe M. |
| Leombrone Vincenzo | Mascolo Matteo |
| Maiellaro Felice | Mastromatteo Giuseppe |
| Maiorano Vincenzo | Maurizio Antonio |
| Mignozzi Nicola | Mignozzi Salvatore |
| Natale Nazzareno | Miorano Orazio M. |
| Pegoli Michele | Panunzio Cosimo D. |
| Pegoli Vincenzo | Panunzio Salvatore |
| Protino Arminio | Panzone Primiano |
| Ricci Primiano | Parigino Domenico |
| Scarabino Vincenzo | Polledro Antonio |
| Schiavone Vincenzo | Stoico Domenico |
| Sciarra Giuseppe | Tabacco Nicola |
| Voto Nicola |
Risale al primo dopoguerra l'attuazione di un reale progetto di bonifica delle zone paludosi del Comprensorio Lagunare.
Per la verità un primo progetto teso a debellare la malaria fu completato il 15 dicembre 1898 dal Genio Civile di Foggia. Ma in seguito delle proteste degli allora proprietari del lago, quello che nostalgici lesinesi definivano un grandioso progetto, si concretizzò solo nella costruzione del nuovo canale di Acquarotta, i cui lavori iniziarono il 10 aprile 1901.
I lavori della vera bonifica del Comprensorio iniziarono all'epoca del Fascismo. Era l'ottobre del 1928, l'impresa appaltatrice fu quella di Pietro Cidonio di Roma.
La ditta, per altro ben attrezzata considerando la tecnologia dell'epoca, stabilì il suo cantiere in quella zona di Lesina che tutt'oggi porta il nome, appunto, di "Rione Cantiere" (vedi vol. IV - Nicola Lidio Savino - Lesina).
Le operazioni di bonifica, nelle quali vennero impiegati numerosi lesinesi, oltre le grandi draghe "Roma" e "Derick", si fregiavano del Fascio Littorio e si protrassero per ben nove anni, fino al 1937. La malaria finalmente diventava solo un ricordo.
Lesina nel XX secolo continuava a vivere nel sociale come tutti gli altri comuni d'Italia. Giungeva finalmente la corrente elettrica, gli elettrodomestici, il telefono e tutte le innovazioni tecnologiche che il progresso porta con se.
Testimonianza ne è questo questo sito, indicatore di come oggi Lesina sia una città moderna nella quale i computers sono integrati nella vita di tutti giorni.
A cura di Francesco Giornetta - Anno 2000
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