La pesca

Sebbene la varietà di pesci presenti nella laguna di Lesina sia indubbiamente diversificata, la produzione ittica si basa principalmente su anguille e mugilidi.

Disegni realizzati da Nicola Lidio Savino

I sistemi di pesca più importanti che i pescatori lesinesi adottavano già in tempi remoti sono quelli denominati  paranza ed acconcio.

LA PARANZA

Un tipo di sbarramento posto in linea perpendicolare con le rive della laguna. Una sorta di passaggio obbligato per le anguille verso i bertovelli (1) posti ad intervalli regolari lungo lo sbarramento.

Essa è costituita da 40 - 60 bertovelli, viene installata nel periodo da ottobre a febbraio e la sua estensione è tale che partendo dalle rive lacustri si spinge verso il centro della laguna.

La paranza è  formata da una fila di pali, conficcati nel fango, posti in linea retta, il primo dei quali normalmente posto presso la riva.

Tra un palo e l'altro, distanti circa 20 metri, viene collocata ben distesa l'arella, formata un tempo da fascetti di canna comune tenuti insieme da tre legacci di tifa. L'arella era costruita in tal modo dai pescatori lesinesi in tre altezze (0.90 m, 1.25 m, 1.50 m). Scelta a seconda della profondità delle acque, si conficcava nel fango per circa 30 cm e restava in piedi senza bisogno di alcun sostegno, data la tranquillità delle acque.

Esempio di paranza

La lunghezza delle arelle è inferiore a quella esistente tra un palo e l'altro. Questo spazio prende il nome di vado con una lunghezza di solito di 75 cm.

L'insieme di un'arella e di un vado prende il nome di fratta. Per formare una paranza ne occorrevano esattamente 25, vale a dire 495 metri.

Ormai le paranze non vengono più intese allo stesso modo di qualche anno fa. Oggi tale strumento di pesca pur conservando il nome di fratta è costituito da panni di rete sostenuti da pali.

Al principio di ogni fratta vi è un'apertura posta tra il palo della stessa ed un altro paletto laterale più esterno. Da questi due paletti si staccano altre due arelle, formanti con la linea principale un angolo acuto, dette strozzati, lunghi 5.80 metri e terminanti con un paletto.

Al paletto esterno dello strozzato vi è un'altra apertura, formata da un piccolo tratto di parete detto orecchiello, lungo 1.65 m. Ed è a quest'apertura che vengono posti i bertovelli ben distesi con due paletti, fissando la coda con un terzo in modo da lasciare la sua cima sempre esternamente alla paranza.

Ogni paranza verso terra, viene pescata con 5 casse di forma ovale, formate da arelle tenute tra loro da pali.

Una paranza di 15 fratte prende il nome di piede, lungo 297 metri, ed è formata da 40 bertovelli e 3 casse sempre di forma ovale.

Le paranze ed i piedi si staccano dal litorale e la distanza tra loro è di circa 250 metri. Sono tutte distinte con nomi speciali che corrispondono in genere al nome del bosco da dove si staccano, o dal nome di antichi canali, o delle foci esistenti, o anche al proprietario delle stesse.

L'ACCONCIO

Esempio di acconcio

Un altro sistema di pesca, venuto a mancare da alcuni anni, e l'acconcio. Una sorta di lavoriere rudimentale in struttura leggera, era attuato per la pesca delle orate, dei cefali, delle spigole e delle anguille.

Gli acconci erano formati da una lunga parete di arelle, costruita a zig-zag, posizionata tra un'estremità e l'altra dei canali di comunicazione con il mare. La parete era costituita da pali ficcati nel fango del bacino, distanti 1 metro, contenenti le arelle formate da grosse canne, conficcate nel fango per circa 1 metro.

Questa parete formava 15 triangoli isosceli, denominati mandroncelli, con la punta rivolta verso il mare. Il lato di questi triangoli era di circa 15 metri, e la sua punta chiusa ed arrotondata prendeva il nome di lanzara.Ogni mandroncella era suddivisa in tre scomparti, anche loro formate da pareti di arelle a grosse canne.

Lo spazio che intercorreva tra una mandroncella e l'altra era di 10 cm e serviva a lasciar passare il pesce in fase di montata (dal mare alla  laguna).

Schema illustrativo di un acconcio

All'estremità degli arginelli del canale (vedi disegno) si staccavano una paranza su un lato ed un piede sull'altro. Altri tre piccoli piedi, formati da tre fratte ciascuno, si staccavano dalla linea degli acconci.

All'imboccatura del canale, vicino ai portelloni, veniva creata l'incannizzata. Di struttura simile a quella degli acconci essa era formata da 4 triangoli isosceli.

Tali strutture venivano poste nei canali nel mese di maggio ed avevano lo scopo di impedire la fuga dei pesci verso il mare. Gli acconci permettevano la raccolta del pescato in uscita dalla laguna, lasciando comunque la possibilità di entrare al pesce proveniente dal mare. Nella stagione della montata (inverno - primavera) gli acconci  venivano tolti per permettere l'entrata senza ostacoli del pesce dal mare.

PRODUZIONE ITTICA

Per quanto riguarda, invece, la produzione ittica, dai registri di pesca si evince come il livello di pescosità della laguna nel corso degli anni sia andato sempre più diminuendo.

Si registrano pescate miracolose di anguille negli anni precedenti il 1873, con oltre 1 600 q.. Dopo quell'anno la produzione ha raggiunto in qualche annata i 400 q..

Per il pesce bianco le produzioni superavano spesso i 1 000 q., successivamente scese a 400 q. con un calo produttivo attribuito al malgoverno della foce Schiapparo. Nel periodo 1935 - 1960 le produzioni migliori arrivavano a circa 7 000 q. (circa 135 kg/ha); dopo il 1961 il massimo della produzione superava di poco i 2 600 q. (50 kg/ha). Dal 1962 al 1984 sono passate da 65.7 a 39.2 (kg/ha).(2)

Notevole influenza ha avuto sui riflessi economici questa continua regressione della produzione ittica, settore trainante, fino a qualche anno fa dell'economia lesinese.

Altro disegno realizzato da Nicola Lidio Savino

 

 

(1) Il bertovello (a Lesina martovillo) è una rete cilindrica, un tempo lavorata con spago sottile detto fioresa, lunga nel suo complesso 2.50 metri. All'imbocco ha un'apertura di metri 0.60 X 0.60, ed è tenuto sempre aperto da sei cerchielli, un tempo di vimini. Internamente c'è la feminella, un congegno di rete speciale che divide in tre scomparti il bertovello. La maglia dell'imboccatura è di due centimetri, quella del sacco di un centimetro.

(2) Per la redazione di questa sezione del CD "Lesina Multimediale" di notevole aiuto è stata la relazione svolta dall'Istituto Cooperativo per la Ricerca sul Mare svolta nell'ambito del Progetto di Sviluppo di iniziative consortili per la gestione della fascia costiera-

A cura di Francesco Giornetta - Anno 2000