Fauna e flora

FAUNA

Come già detto nel capitolo "LA LAGUNA DI LESINA" le acque lagunari sono molto simili a quelle del confinante mare Adriatico.

E' naturale, quindi, trovare in queste acque una fauna di carattere marino, anche se limitatamente a pesci, crostacei e molluschi che sopportano una leggera dolcificazione del proprio ambiente.

Secondo la capacità di adattarsi ad un ambiente leggermente diverso da quello marino, l'ittiofauna della laguna di Lesina si compone di specie dominanti che gradiscono esclusivamente ambienti dolcificati (zone centro-orientali e a sud) come lo spinarello e la carpa, oppure specie che preferiscono ambienti prevalentemente salini o più simili al mare (zone vicine ai canali) come triglia, soleide, sarago, occhiata. Esistono, poi, specie che si possono trovare in tutte le zone della laguna come quelle appartenenti alla famiglia dei mugilidi (principalmente cefali e liza aurata), branzini, orata e latterino. Altre specie osservabili quasi esclusivamente nel periodo della montata sono i rombi, l'aguglia,il gronco, la sardina, l'alice.

Vivono nella laguna anche rappresentanti dei crostacei, con notevole valore commerciale, come il Penaeus kerathurus (semplicemente mazzancolla), che raggiunge le misure di 12 - 14 grammi, e nel passato, grazie alle semine effettuate dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, che è presente sul posto con l'Istituto per lo Sfruttamento Biologico delle Lagune, un'altra varietà di Penaeus, il japonicus (mazzancolla asiatica introdotta in Italia nel 1979), ha mostrato buone capacità di adattamento.

Discorso a parte, invece, è quello relativo alle anguille che popolano il bacino lesinese. Ne esistono due specie, e precisamente quella maretica e quella pantanina.

Le prime (maretiche), sono quelle che sovrintendono alla propagazione della specie, disposte anche ad emigrare per tale scopo, portano nella loro struttura gli indizi della maturità sessuale. Il loro peso può giungere anche ai tre Kg.

Le anguille pantanine, invece, non mostrano nemmeno la tendenza al viaggio in mare, sono quindi le anguille sedentarie che non hanno raggiunto lo stato di maturità necessario alla propagazione della specie(1).

Relativamente alla fauna lagunare uno dei periodi più importanti dell'anno, forse il più importante,  è certamente l'inizio della primavera.

In questo periodo, le acque lagunari convergono verso i canali, essendo il loro livello più alto a causa sia delle piogge sia dal riversarsi dei corsi d'acqua dolce.

Le piccole anguille (cieche), i muggini, e tutti gli altri pesci, sia allo stato di novellame, che adulti, richiamati dalla corrente di acqua dolcificata che discende al mare, entrano nei canali e, quindi nellUna folaga ...a laguna.

Questo comportamento, comune ad alcuni tipi di pesci, si verifica in tutte le coste, principalmente, però, dove ci sono bassifondi o lagune. Comunque fondali tranquilli e ricchi di nutrimento dove passare i primi mesi di vita.

In tempi passati una corrente di acqua leggermente dolcificata, come quella della laguna di Lesina, che con forza si spingeva lontano nel mare, richiamava una quantità straordinaria di novellame. Ed entrava anche una grande quantità di pesce adulto, dato che il notevole dislivello delle acque lagunari rispetto a quelle marine conferiva alla corrente una forte velocità che rendeva le vie di comunicazione profonde anche quattro o cinque metri.

Le piccole anguille che entrano nella laguna ogni anno in primavera, non smontano nell'anno stesso, e per qualche annata non tendono più al mare, passando l'inverno nei fondali lagunari (anguille pantanine).

Passato questo periodo l'anguilla cambia di aspetto, muta la livrea, che diventa di un colore e di una lucentezza speciale (anguilla maretica). Anche il suo istinto muta, perché è dopo questo periodo che, come si e detto prima, vuole discendere al mare (smontata) per la propagazione della specie.

Per tutti gli altri pesci, invece, il discorso è diverso. Infatti, essi tendono alla discesa al mare, per la riproduzione, con frequenza annuale.

E' questa la legge naturale che regola l'impesciamento della laguna di Lesina.

Tranne le aterine (lucenti) ed il Gobius (bavoso), che si moltiplicano nelle acque lagunari, tutte le altre specie provengono dal mare attraverso i canali.

Anche gli uccelli, grazie all'ambiente umido che caratterizza la laguna di Lesina, sono presenti in numerose specie in questo biotopo di particolare pregio naturalistico. Come già accennato nel capitolo relativo alla Laguna, ne sono state contate 200, di cui 69 legate alla laguna per necessità riproduttive. 

Alcuni di questi uccelli, come la Sterna gambenere e quella comune, il Gabbiano roseo, il Cavaliere d'Italia, la Garzetta, la Spatola, il Falco di palude, il Fraticello, il Mignattaio, l'Avocetta, il Beccapesci, il Mignattino ed il Martin pescatore sono catalogate nella direttiva   adottata dal Consiglio delle Comunità Europee dell'aprile del 1979.

Un Martin Pescatore ...Le altre specie più importanti sono:  il Germano maschio o femmina (a Lesina chiamati capoverde o mallarda), il Moriglione (chiamato caporosso), la Volpòca (a Lesina fiscone), l'Alzavola (detta terzella), la Gallinella, la Gru, l'Airone. Ma quella più rappresentata è certamente la Folaga che viene suddivisa, a seconda della grandezza in: grossa o schiavona, mezzana e comune.

Un gruppo di folaghe ...Per concludere il discorso sulla fauna della laguna di Lesina, è d'obbligo almeno un accenno su quella che è la colonia dello zooplancton. Tra quelli presenti nelle acque lagunari si distinguono i Copepodi (Acartia, Microsetesella, Tisbe e Calanipede), e i Cladoceri (Evadne, Podon) e alcune specie di Rotiferi (es. Colurella adriatica)

 

FLORA

Anche per quanto riguarda la flora lagunare, elemento di notevole importanza è la configurazione del bacino lesinese.

A causa della scarsa profondità della laguna, la stratificazione termica è pressoché nulla, cosa che facilita l'ossigenazione delle acque.

Questa caratterizzazione dell'ambiente favorisce la crescita delle cloroficee Cladophora e Enteromopha, della rodoficea Gracilaria confervoides e della potamogetonacea Zostera, che ospita sulle sue foglie l'idroide Laomeda angulata.

Numerosa è anche la colonia del fitoplancton. Nella quasi totalità della laguna, infatti, 200 sono le specie che si distinguono. Tra queste, di notevole importanza ai fini acquacolturali sono: Nitschia, Oscillatoria e Spirulina. Questo numero scende drasticamente nella parte occidentale del bacino, a causa dello scarso ricambio idrico. La zona centrale e caratterizzata da una folta presenza di Diatomee centriche e pennate, Dinoflagellati e Silicoflagellati.

 

 

(1) G.S. Bullo. Piscicultura marina. Padova tip. Prosperini 1891; ed anche G.S. Bullo. Das Paarungkleid des Aales. Mitth des deut. Seefischerei-Vescins N. 7, 1895;

A cura di Francesco Giornetta - Anno 2000